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Talk Show di Giorgio Meletti

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D’Alema, la politica travolta dal narcisismo

Lo scorso 10 ottobre Massimo D’Alema ha così commentato la bocciatura del Lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale (fonte: Ansa): “In un Paese normale si sarebbe gia' dimesso, lo avrebbe costretto il suo partito''. Non ha alcun dubbio Massimo D'Alema,intervistato dal Riformista: Silvio Berlusconi ''non e' perseguitato per reati politici o perche' e' un leader politico. Berlusconi era perseguitato per reati comuni, semmai la politica gli ha fornito un riparo''.

Due giorni dopo  D’Alema le canta al Corriere della Sera.

(Ansa) – ROMA, 12 OTT – ''Io credo che sinceramente la grande stampa di informazione dovrebbe essere piu' indignata dai comportamenti del Presidente del Consiglio''. Lo ha detto Massimo D'Alema, intervistato dal blogger Zoro sul suo sito, a proposito della querelle tra De Bortoli e Scalfari. ''L'idea di dare un colpo di qua e uno di la' – ha aggiunto – non e' obiettivita'. L'idea del Corriere della Sera e' che si e' obiettivi se si da' un colpo di qua e uno di la'. In un grande Paese civile ci sarebbe un giudizio piu' netto sul Presidente del Consiglio''.

Il 30 ottobre Berlusconi offre il suo endorsement alla candidatura di D’Alema a Mister Pesc (ministro degli Esteri europeo). Il Corriere della Sera edizione online esce con questo titolo: “D'Alema ringrazia Palazzo Chigi per il sostegno in Europa”. Sottotitolo: “Sono onorato che sia stato fatto il mio nome e ringrazio Palazzo Chigi per l'appoggio”. L’Italia per D'Alema sembra tornata improvvisamente un Paese civile (Ansa 31 ottobre): "Io do' atto al governo di essersi comportato esattamente come ci si comporta normalmente nei Paesi europei e questo e' un fatto molto positivo".

Il comportamento normale di Berlusconi è l’appoggio in sede europea di una candidatura nazionale anche se di un avversario politico. Un ragionamento presentato come ovviamente nobile ma che si potrebbe considerare stupidamente sciovinista: se Berlusconi si candidasse a capo dell’Europa D’Alema lo appoggerebbe magari contro Zapatero o Tony Blair solo perché italiano?

Certo è che la solidarietà sciovinista di D’Alema svanisce oquando sono in gioco le ambizioni di altri, per esempio quelle di Giulio Tremonti per la guida dell'Eurogruppo, che il leader democratico commenta così (intervista al Riformista del 10 ottobre): ''Mi fa un po' sorridere che di tutti i gruppi possibili possa andare a presiedere uno che si chiama Euro. Non posso dimenticare che quando votammo la finanziaria dell'euro il centrodestra abbandono' il Parlamento''. 

Perché D’Alema fa così? Una possibile spiegazione si rintraccia nella frase che Massimo Giannini attribuisce all’ex premier questa mattina su La Repubblica: “Una nomina italiana a ministro degli Esteri d'Europa è una questione di grande interesse nazionale, non un pastrocchio da piccolo interesse di bottega. Se qualche imbecille non lo capisce, peggio per lui”. Leggete bene: solo la nomina che interessa personalmente a D’Alema è di grande interesse nazionale. L’autore di questo post l’ha capito e quindi non è un imbecille.