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Talk Show di Giorgio Meletti

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Il posto fisso ci fa schifo. E la dignità del lavoro?

C'è traffico sulla strada delle idee.

Tremonti lancia la sua boutade sul lavoro fisso che è meglio di quello precario e i giornali della borghesia produttiva reagiscono con fermezza. Sul Sole 24 Ore del 21 ottobre scrive Franco Locatelli: "L'occupazione sta a cuore a tutti ma non si difende ingessando i posti di lavoro con misure vincolistiche che scassano gli equilibri delle imprese senza creare sviluppo". Del resto il presidente della Confindustria Emma Marcegaglia aveva detto in tv: "La cultura del posto fisso è un ritorno al passato non possibile". E sul Corriere della Sera Dario Di Vico avverte che il tema "appare del tutto fuori tempo ri­spetto alla lenta evoluzio­ne della crisi".

Eppure… qualcosa si muove nell'approccio alla questione del lavoro. Non sul posto fisso, magari, ma su un tema più profondo e più grave e più "pericoloso" per la stabilità sociale: quello della dignità del lavoro. Qualcosa senz'altro si muove. Basta guardare quello che gli stessi giornali della borghesia industriale del Nord scrivono sui suicidi tra i dipendenti di France Télécom, giunti a quota 25 in 18 mesi. 

 (vedi http://giorgiomeletti.nova100.ilsole24ore.com/2009/10/i-suicidi-a-france-telecom-una-balla-geniale.html)

Come sempre, gli argomenti scomodi si introducono, con qualche timidezza, parlando di luoghi lontani. Jonathan Swift si inventò Lilliput, Laputa e Brobdingnag, i giornali italiani parlano della Francia per poter cominciare a interrogarsi su una cultura del lavoro che fa acqua da tutte le parti, su un sistema che minaccia di collassare.

Se non fosse così non si capirebbe come mai il Corriere della Sera abbia pubblicato un articolo dello storico dell'economia Giulio Sapelli in cui si legge questa frase: "Oggi la maggioranza delle imprese grandi e medie sono malate, molto malate. E spesso, sfortunatamente, a dirigerle non ci sono medici, ma portatori di malattie, come la grande crisi ha reso evidente dinanzi agli occhi di tutti". Nonostante il titolo, riferito ai suicidi francesi, è evidente che Sapelli parla dell'Italia, il paese che conosce.

Il 17 ottobre il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo di Bernard-Henry Lévy, intitolato "Quei nuovi luoghi di lavoro dove domina il 'ciascuno per sé' ". Quali sono quei nuovi luoghi di lavoro? L'autore non specifica, comunque è difficile credere che l'orizzonte del brillante filosofo si fermi al traforo del Monte Bianco. Ma leggete questo brano del suo articolo:

"Questa epidemia di suicidi rivela, in verità, tre cose. 1. Una forma di pressione – i dipendenti dicono di logoramento, o di management attraverso lo stress e la paura – che non esisteva nel mondo di ieri allo stesso stadio. 2. L' importazione, nell' universo dell' impresa, di una cultura della valutazione che già qualche anno fa abbiamo definito una cultura di morte e per la morte. 3. Infine, il declino dei sistemi di solidarietà che, un tempo, facevano da tampone e che questa ideologia della valutazione, cioè della prestazione individuale, del «ciascuno per sé» e, per altri, del «vai avanti o crepa», ha metodicamente devastato: quanti operai demoralizzati, indeboliti, vacillanti che, una volta, i colleghi proteggevano!".

Il giorno dopo, 18 ottobre, nell'editoriale di apertura della Stampa, il giornale della Fiat, Barbara Spinelli scrive frasi come queste:

"Da tempo ormai le pagine economiche dei giornali sono monopolizzate da articoli su imprese, finanza. I servizi sul lavoro sono pressoché scomparsi. (…) Il respiro breve, il tempo corto: sono mali che non affliggono solo la finanza ma anche il lavoro. Tutto deve esser ottenuto subito. (…) Tutto questo è moderno e tragico al tempo stesso. Sfocia in un brave new world dove mai sfuggi al sorvegliante, Dove ti ordinano di pensare positivo, e se pensi negativo ti eliminano come i vecchi che non sanno più inerpicarsi sull'albero di cocco".

Se il giornale della Fiat apre la sua edizione domenicale con riflessioni di questo tipo è lecito supporre che qualcosa di molto grave stia accadendo non in Francia ma nel mondo del lavoro e delle imprese italiane. Le classi dirigenti cominciano a interrogarsi sui grossi guai che vanno preparandosi. E forse ad avere paura, inconsapevolmente magari, come spesso accade. I giornali, se letti tra le righe, rivelano l'inconscio di chi li controlla.

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Fino agli anni ottanta, la parola universo era usata per riferirsi all'intero continuum spaziotemporale con tutta la materia e l'energia in esso contenute, definizione che si trova ancora oggi in quasi tutte le moderne enciclopedie non-specializzate
Fino agli anni ottanta, la parola universo era usata per riferirsi all'intero continuum spaziotemporale con tutta la materia e l'energia in esso contenute, definizione che si trova ancora oggi in quasi tutte le moderne enciclopedie non-specializzate