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Talk Show di Giorgio Meletti

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Voglio un partito come l’Ikea

Le elezioni servono a scegliere i propri rappresentanti. Le Europee invece, in Italia, sono un sondaggione dove più che il proprio deputato per Strasburgo si indica il proprio leader ideale.

E si scopre che il mercato politico somiglia al mercato dell'auto degli anni '20. Auto prodotte in piccola serie, spesso non in serie, per acquirenti messi in condizione di scegliere chissà in base a quali parametri, tra una Fiat, una Bugatti, un'Isotta Fraschini, una Lancia, un'Alfa Romeo e via dicendo. Nel corso del Novecento il mondo ha visto prosperare e poi declinare decine di fabbriche di automobili. Adesso il competente Sergio Marchionne ci spiega che non c'è spazio per più di 5 o 6 gruppi globali. 

La politica italiana invece continua a offrire ai suoi clienti costosissime soluzioni tailor made. Guardiamo la classifica delle preferenze assegnate alle Europee. A parte Silvio Berlusconi (2.706.791 consensi sommati in tutte le circoscrizioni), che nella politica italiana fa la parte della Toyota (o della General Motors?), il secondo classificato è l'ex magistrato Luigi De Magistris, che in un mercato potenziale di 50 milioni di elettori riesce a piazzare 415.646 pezzi, e li piazza a clienti che lo designano indiscutibilmente come leader, tanto che il risultato spinge i commentatori a ipotizzare una complicata coabitazione al vertice del'Italia dei Valori con il fondatore Antonio Di Pietro. E poi c'è Bossi (334 mila), e la stessa Debora Serracchiani, volto nuovo del Pd, con 144 mila voti si trova proiettata verso posizioni di vertice nel partito.

La stranezza è che proprio nella politica,un servizio che per definizione è uguale per tutti, a nessuno venga in mente la soluzione Ikea. Mobili uguali per tutti, per i quali la standardizzazione comporta non solo un rapporto costi-benefici super-razionale ma anche una straordinaria semplificazione delleprocedure di distribuzione dal lato dell'offerta e delle procedure di scelta e acquisto dal lato della domanda.

Berlusconi, straordinario venditore di spazi pubblicitari, ha impostato questo strategia quindici anni fa. Il centrosinistra non ci riesce. Una miriade di piccoli mobilieri della politica non vogliono tradire le loro piccole affezionate clientele, che a piccoli gruppi amano scegliere librerie di foggia diversa, con quel tipo di legno e quello spessore degli scaffali: tutta gente che non ha più tempo di leggere un libro perché lo perde tutto nella scelta della libreria. Siccome le donne e gli uomini sono sempre più razionali di chi li governa, è inevitabile che prima o poi tutti si convertano alla Billy! E il primo politico del centrosinistra che lo capirà farà Bingo.